La religione e il nulla

Nishitani Keiji

Roma: Città Nuova, 2004. 387 pp

Traduzione di Carlo Saviani / Introduzione di James W. Heisig

A partire dalla seconda metà del 1800, dopo secoli di indifferenza e di isolamento, la cultura giapponese scopre la tradizione filosofica occidentale. Si inaugura una feconda stagione di traduzioni di classici, di viaggi in Occidente, che segnerà profondamente lo sviluppo della filosofia giapponese nel Novecento. In questo contesto di grande fermento, il pensiero di Keiji Nishitani risente profondamente dell’incontro con il Cristianesimo, con gli esistenzialisti europei e con Nietzsche, in particolare; suggestioni che si intrecciano in lui con la grande tradizione filosofica orientale dello zen. Cuore della sua filosofia è la scoperta dell’aspetto insensato e tragico della vita: tale supremo atto di negazione del significato dell’esistenza costituisce il punto di partenza per una nuova, più alta consapevolezza della vita, per una definitiva liberazione da tale negatività e per il risveglio della coscienza religiosa.

NISHITANI Keiji (1900-1990) iopo gli studi di filosofia presso l’Università Imperiale di Kyoto, nel 1943 ottiene la cattedra di Religione e Filosofia presso la stessa università e nel 1958 la cattedra di Storia della Filosofia. Nel 1965 e membro dell’Accademia di Giappone. Negii anni essanta e in Occidente, invitate a tenere ledoni all’Università di Amburgo e conferenze in Europa e negii Staţi Uniţi. Nel 1972 riceve in Germania ii Premio Goethe.

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